
Il capoluogo di Pontboset è sistemato su di un modesto spiazzo tra la carrozzabile e il suggestivo torrente Ayasse, che in questo punto ha scavato per secoli la roccia, provocando una profonda gola selvaggia ed impervia, tra rocce levigate, massi e fitti boschi di castagni. Nelle sue acque, in questa zona, è possibile pescare la trota fario che qui trova uno dei suoi habitat naturali. Il paese si trova a 780 metri s.l.m. ed è composto da tanti piccoli villaggi alpestri, dove le case rispecchiano la tipica architettura valdostana, e dove sono conservate numerose costruzioni d'epoca.
Anche Pontboset, come gli altri insediamenti di questa vallata, appartenne dal secolo XI ai signori di Bard. Passò successivamente in parte al dominio diretto dei Savoia ed in parte ai signori di Pont - Saint - Martin. Nel 1600, in località Fabrique sorse un'importante fonderia chiamata "fabbrica dei chiodi" appartenente al conte Nicole di Bard. Nel 1682 Pontboset fu infeudato, insieme a Champorcher, ai nobili Freydoz. Nel corso del XVII secolo vennero costruiti alcuni caratteristici ponti in pietra, tuttora praticabili, e la chiesa parrocchiale dedicata a San Grato (1624). Sino a tempi recenti, l'attività principale della popolazione consisteva essenzialmente nella coltivazione di numerosi terrazzamenti e nella conduzione degli alpeggi. All'ingresso del paese si trova la cappella del Gom (1727) con all'interno numerosi fregi e decorazioni.